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lunedì, 27 agosto 2007

Commenti

Alberto

io porterei la tv nel microonde e la radio nella lavastoviglie, tu Stefanino cosa ne pensi?

claudia.bari

Quanto è vero....

Luca ge

Caro Ste non sono d'accordo con Te, capita di rado ma capita ;-) Trovo che la radio in tv sia invece un modo per modernizzarla senza esagerare. Sono un assiduo spettatore di RTL 102.5 in TV e mi fa "impazzire" il poter vedere il dietro le quinte (notiziari, gesti e risa dei conduttori, ecc.). Semmai la questione è un'altra. La radio italiana (tutta) fa schifo! Si parla troppo e a vanvera mentre nelle altre Nazioni (Francia e Spagna in primis) si lascia molto più spazio alla musica.
Un abbraccio da Ge e adesso finalmente vado in vacanza :-)

Stefano

Caro Luca, rispondo volentieri al tuo commento. Anch'io nel mio post ho detto che la radio vuol farsi vedere perché è al passo con i tempi, ma resta il fatto che il trucco e la magia della radio sono così svelati, e quindi meno interessanti. Vedere il "dietro le quinte" di uno spettacolo è interessante, ma spesso questo toglie fascino allo spettacolo stesso.
Chi ama il teatro o la lettura, probabilmente, comprende meglio il concetto.

anto

La magia della radio nasce proprio nel poterla assaporare solo attraverso il suono, che ti accende nel cuore mille altri canali -non televisivi!. E' un trucco che non tutti i prestigiatori riescono a fare...ma ci sono certi maghetti in giro!!!!!!

baci magici dall'anto!

ps. fanno un po' eccezione le webcam, che ti permettono di vedere i sorrisi che, senza trucco e senza inganno, tali maghetti tirano fuori dal cilindro!!!!

PuroNanoVergine

Concordo con quanto scritto nel post.
La radio "televisiva" rischia di non essere radio al 100% senza divenire televisione.
Il fenomeno di "ibridazione" non è legato solo ai media.
Mi viene in mente, ad esempio, lo sviluppo che hanno avuto i telefonini: fanno foto, video, puoi guardarci la tv, navighi in rete.
Sarò vecchio, ma credo che ad ogni mezzo debba essere associata una funzione (la sua funzione).

Tornando alla radio ... ops ... scusate ... devo andare ... si sta bruciando il pollo arrosto (questi frullatori moderni ... :-))

Moreno

Marcello

Se le trasmissioni radiofoniche smettessero di basare il proprio successo su mezzucci come le vocine, le imitazioni, i rumorini e le ospitate di insulsi personaggi più o meno famosi e si basassero un po' di più sui contenuti (che siano musica selezionata con un criterio diverso da quello imposto dalle major oppure anche contenuti "parlati") non ci sarebbe nessun problema nel momento in cui si avesse accesso al "dietro le quinte" di una trasmissione...

M

claudia.bari

Io,appassionata sfegatata di Pirandello e del suo teatro,posso confermare soggettivamente quanto detto da Stefano...Pirandello era il primo ad andare "oltre"il personaggio,oltre l'attore,ma era il primo a sapere che lui che "fabbricava"lo spettacolo poteva conoscere e sapere quanto c'era dietro..ma al pubblico spettava impersonnificarsi nell'attore,farlo proprio,interiorizzarlo a tal punto da mettersi al suo posto.Un po' come diceva Staninslavsky...l'immedesimazione...e l'immedesimazione svaniva di fronte alla conoscenza del "dietro le quinte".Ecco perchè Pirandello arrivò alla conclusione che "conoscersi è morire":se vivi non ti puoi vedere,se ti vedi vuol dire che non esisti.E non stai più vivendo.
Scusate se mi sono dilungata ma tutto questo per dirvi che la magia del "non conoscere"è di gran lunga più affascinante del sapere tutto per modernizzarsi.
Un bacio
Claudia.bari

gian

Ciao Stefano... condivido in pieno il tuo paragone della radio a romanzi...
Non disdico per partito preso le radio in tv, ma il fascino della radio, che riempie l'aria senza farsi vedere, che porta il suo parlato è il massimo...
W la radio, quella fatta bene che ti accompagna, ti informa, ti fa ridere o riflettere....
W la radio che si ascolta, perchè se chiudi gli occhi, una canzone mitica accompagnata da una voce amica, ti porta alto in volo......

Carlo Odello

A me vedere la radio, non dispiace, come ho scritto in un mio post. Però posso capire che certamente la radio non è un prodotto da TV.

Achille

Mannaggia a te, Stefano, ma che si svela così un punto cruciale di un film come the prestige?

Per il resto, più o meno, concordo.

C'è da dire che forse le nuove generazioni cresceranno con un'idea di radio completamente diversa, fatta di vip, web, tv, immagini, gadget, promozioni e "esterne" con hostess e lancio delle magliette, e quel gusto dell'artigianato (che spesso si confonde con la magia) si perderà.

Ciao

BIANCOLEONE

VOCE

Sferza inconsueto silenzio
di ghiaccia tempesta che inclina
le frasi più dolci a ghermire

voce di un lieto narrare
che bocca si culla a vestire
di toni dal lieve volume
o sobri d’acuta suadenza

l’etere incontra frequenza
ne assorbe messaggi a distanza
e liberi volano al vento
pensieri che detta la mente

voce lontana di spazio
ma scenaria implora d’abbraccio
che copre nel tempo distanza
ed esile scuote la Vita

voce d’attesa al portone
d’antico cortile s’inscena
dopo l’annuncio del cuore
golosa di spazio s’appropria

conosciuta nel tempo
vestita a meriggio
nata inattesa
voce si elevA

BIANCOLEONE

simbax

se penso che quando avevo 15 anni e ascoltavo la radio, la rai, compravo tutte le settimane il radiocorriere per conoscere i volti delle mie voci preferite..pensa che ancora oggi non conosco la faccia di alcuni di quelli. però come era bello immaginarsi chi ti parlava alla radio. oggi non c'è più nessuna curiosità..
la cosa più triste che oggi i conduttori li prendono più per l'aspetto fisico gradevole che non per il loro talento e il risultato purtroppo si sente..

galla rtl non mi è mai piaciuta, ma su ra dio monte carlo ti vedrei bene..un saluto.

Mattia

Io invece non sono d'accordo. O almeno, non sempre. Secondo me "Deejay chiama Italia" è una fantastica trasmissione radiofonica che non ha perso nulla, ma proprio nulla, da quando si vede anche in TV. I ritmi radiofonici, le gag e tutto il resto sono immutati e se si guarda la versione nel piccolo schermo, ci si diverte tanto quanto con in più i dettagli del backstage. Insomma a dimostrazione che se si è bravi e capaci, i due media si possono mischiare senza che uno rovini l'altro (a piacere quale dei due è "buono" e quale "cattivo ":))

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