Approvo a pienissimi voti l'idea dello sciopero virtuale perché ridà vita all'anima dello sciopero.
Astenersi dal lavoro, infatti, non significa marinare la scuola e dedicarsi ai campi da sci, ma danneggiare il datore di lavoro.
Questo è il punto: danneggiare il datore di lavoro e non i lavoratori.
Quando si tratta di scioperi che abbiano a che fare col servizio pubblico trovo giustissimo sottolineare il valore dello sciopero in modo che a essere danneggiata sia solo l'azienda, e non chi usufruisce del servizio.
Scioperare, dunque, significherà lavorare lo stesso travasando il proprio guadagno di quelle ore di "astensione" a opere sociali. In questo modo l'azienda è danneggiata ma non chi usufruisce del servizio.
A questo punto mi si farà notare che lo sciopero serve anche a far puntare i riflettori sulla situazione di quella categoria. A questo rispondo così: i media penseranno a parlarne e in questo modo si pareggeranno i conti con quelle categorie (la maggioranza) che scioperando non hanno la possibilità di coinvolgere le masse.
Tutti uguali, insomma, salvaguardando la vera anima dello sciopero.
Più comunista di così!
lo sciopero serve a dare visibilità all'istanza che si vuole portare avanti.
lo sciopero come forma per danneggiare il datore di lavoro aveva senso negli anni '50, forse, quando gli imprenditori dipendenvano dalla produzione e non dalla finanza, per fare soldi.
tra l'altro, in quale modo uno sciopero virtuale andrebbe a danneggiare il datore di lavoro?
ho sentito parlare di multe, ma se siamo ai livelli di quelle che commina il garante della privacy (500mila euro a TIM e Vodafone) il danno sarebbe irrisorio.
in questa maniera l'unico ad essere penalizzato è il lavoratore che fa comunque il suo lavoro, senza però percepirne il reddito, risultando, inoltre, del tutto invisibile (i media che coprono uno sciopero che non "fa notizia"? uhmmmm...)
a quel punto che senso avrebbe fare sciopero? (sempre che sia possibile farlo, visto che la nuova regolamentazione è molto restrittiva anche sulla possibilità di farlo, uno sciopero)
il fatto che privando tutti di tutti i diritti alla fine saremmo tutti nella stessa situazione è chiaramente vero. ma non mi sembra un approccio ragionevole...
Scritto da: Marcello | giovedì, 26 febbraio 2009 a 14:11
Quindi, stando al tuo discorso, le categorie (la stragrande maggioranza) di lavoratori che scioperando non possono avere visibilità non avrebbero più questo strumento, come in effetti non ce l'hanno.
Ecco perché trovo che scioperare per la visibilità sia qualcosa di esclusivo e, quindi, ingiusto.
Le aziende non pagherebbero alcuna multa, ma sarebbero costrette a devolvere ciò che avrebbe dovuto andare ai lavoratori a una causa sociale.
Per esempio: l'asilo nido costruito per i bimbi dell'ATM è stato possibile grazie agli scioperi del 2009.
A me l'idea piace.
Scritto da: Stefano | giovedì, 26 febbraio 2009 a 15:23
Il fatto che gli scioperi di alcune categorie siano molto meno efficaci di quelli di altre (io ho un contratto bancario, i rarissimi scioperi nel nostro settore sono praticamente invisibili) è evidente.
Ma non credo che si possa accusare di essere "ingiusto" chi sfrutta il fatto di avere più visibilità (entro certi limiti ovviamente: bloccare il trasporto pubblico astenendosi dal lavoro è legittimo, paralizzare una città occupando le strade con i taxi no).
E il problema rimane che livellare tutti verso il basso, togliendo diritti a chi ha qualche possibilità in più è una logica deleteria. Bisognerebbe lavorare per "elevare" chi ha meno chance, non il contrario...
Devolvendo semplicemente le paghe dei lavoratori a una qualsiasi causa sociale le aziende non avrebbero alcun danno da uno sciopero, quindi lo sciopero diverrebbe uno strumento del tutto inefficace: non avrebbe visibilità nè effetti negativi per l'azienda.
tanto varrebbe bandirlo, almeno sarebbe più onesto.
certo, l'asilo nido dei dipendendi ATM è una cosa carina ma, di fatto, è stato costruito dai lavoratori auto-tassandosi, non è che sia questa gran conquista.
Scritto da: Marcello | venerdì, 27 febbraio 2009 a 10:36
Vivo a Venezia e qui, soprattutto quando c'e' acqua alta, l'unico modo per potersi spostare e' tramite Vaporetto; l'unico modo per raggiungere la terra ferma e' tramite il Ponte della Liberta', via bus.
Potete quindi capire quanto per noi risulti stressante arrivare fino alla fermata del vaporetto (con l'acqua che proprio quel giorno ha deciso di bagnarci i genitali) ed essere costretti ad aspettare per ore e ore. Finalmente si arriva in Piazzale Roma, dove dovrebbe essere possibile salire sul bus e arrivare in "Italia", percorrendo il Ponte della Liberta'.
Ma anche qui... tutto fermo. E se non e' per via degli autisti, e' per via degli scioperanti che si mettono in mezzo al Ponte.
Arrivare in ufficio con intere ore di ritardo e avere i nervi a fior di pelle ti verrebbe voglia di massacrare di botte e sputare sui corpi in putrefazione degli aderenti agli scioperi! Non per essere cattivo. Non sono "razzista" nei confronti dei simpatizzanti di sinistra... ma davvero non sopporto chi si iscrive ai sindacati. Egoismo allo stato puro. Non sono gli unici a faticare per portare la pagnotta a casa a fine mese. Magari neanche ci pensano che facendo una cosa simile, le altre persone potrebbero morire, perche' un'ambulanza non riesce a raggiungere in tempo l'ospedale. Altre persone potrebbero invece perdere il proprio lavoro ed entrare in disperazione nell'arco di qualche nano-secondo, semplicemente ricordando che ha una famiglia a cui badare e ora come ora ritrovare un'altro lavoro non e' cosi' semplice.
Questo E' egoismo e io non lo sopporto.
Volete scioperare? Non lo fate! Non vi piace il lavoro? Cambiatelo, se proprio non vi va giu', ma non trovo assolutamente giusto che per colpa vostra (si', vostra... e non dei datori di lavoro, poiche' per via dei sindacati questi si devono piegare praticamente a tutto) altra gente ci rimetta.
I sindacati e' giusto che esistano, ma devono assumere essi stessi una regolata. Cosi' non va... e trovo questa trovata dello sciopero virtuale sicuramente un bene per l'intera nazione, oltre che all'economia.
Mia madre e' di sinistra, ma non si e' MAI iscritta ai sindacati, proprio per l'incivilta' che essi propagandano.
Scritto da: Stefano | giovedì, 05 marzo 2009 a 12:07
E' CONDIVISIBILE IL PENSIERO DI CHI SOSTIENE CHE IL DIRITTO DI SCIOPERO HA TROVATO ABUSI IN MANIFESTAZIONI CHE POTEVANO ANCHE ESSERE ESPRESSE IN ALTRE FORME E MODI MENO "DELETERI" PER LA CITTADINANZA, MA TROVO CHE TU SIA ESAGERATAMENTE ESTREMISTA DALLA PARTE OPPOSTA (MA NON PREOCCUPARTI, E' LO STESSO PENSIERO CHE FANNO TUTTI I LIBERI PROFESSIONISTI). COSA C'ENTRANO I SINDACATI CON IL DIRITTO DI SCIOPERO? (A FIRENZE SI DICE CHE C'ENTRANO COME IL CULO CON LE QUARANT'ORE)! SE VIENE FATTO UN USO SBAGLIATO NON E' DETTO CHE ERRATO SIA IL MEZZO (CON ALTRO ESEMPIO, CON UN COLTELLO CI AFFETTI IL PANE, TI CI PUOI DIFENDERE E LO PUOI USARE PER UCCIDERE, IL MEZZO E' LO STESSO, IL FINE DIPENDE SEMPRE DALL'USO CHE SE NE FA; NON PER QUESTO DIREI MAI CHE IL COLTELLO E' OGGETTO INUTILE, NO?). ED INOLTRE HO NOTATO CHE NON HAI DATO RISPOSTA (ALMENO RISPOSTA LEGGIBILE A TUTTI) ALLE CONDIVISIBILI CONSIDERAZIONI DI MARCELLO DEL 27/02. IO PENSO CHE LO SCIOPERO DEBBA ESSERE L'ULTIMA OPZIONE, QUANDO CIOE' NESSUNA ALTRA STRADA RISULTA PERCORRIBILE. MA FARLO VIRTUALE COSA VUOL DIRE? SE IL LAVORO E' REALE ALLORA ANCHE LO SCIOPERO DEVE PORTARE AD UNA CONSEGUENZA REALE PER CHI FA USO DEL SERVIZIO, ALTRIMENTI VORREBBE DIRE CHE ANCHE IL LAVORO E'..... VIRTUALE! UN SALUTO
Scritto da: MARCO MOGGI | domenica, 08 marzo 2009 a 22:30
Non ho risposto perché ritengo che un post sia solo uno spunto di riflessione. Un punto di partenza. Un'opinione a volte gettata lì, d'impulso.
I vostri commenti servono ad alimentare il dibattito. A pensare.
E valgono per tutti. Anche per me.
Scritto da: Stefano | domenica, 08 marzo 2009 a 22:41