Teatro

Magia dell'Amore. Mentalismo di San Valentino.

Magia dell'Amore è uno spettacolo che mette insieme magia, mentalismo e burlesque.

Con la collaborazione di Lily Le Ludique imparerete i segreti per scoprire la personalità di chi vi sta intorno, conoscerne i desideri e apprezzarne difetti e qualità. Imparerete le tecniche di interpretazione del linguaggio non verbale, quelle legate alla psicometria... e avrete l'occasione di scoprire se un vostro desiderio si avvererà.

Magia dell'Amore sarà in scena nello spazio OpenMagic, mercoledì 14 febbraio 2018. Ore 20 aperitivo e a seguire lo spettacolo alle 21.

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Un po' di pausa per un nuovo progetto. Nasce il MaBuKà

_MG_0638-189 E' da un po' che non aggiorno il mio blog, anche se di cose da scrivere ce ne sarebbero state moltissime; ma ho dato spazio a un progetto che con mio fratello Cesare (Crepapelle) si accarezzava da tempo. Il progetto MaBuKà.

Il nome vagamente esotico è l'acronimo di Magia, Burlesque e Cabaret e il progetto consiste nella costruzione di un gruppo di illusionisti, comici, artisti del Burlesque, musicisti, che hanno in comune la passione per il loro mestiere e il desiderio di presentarlo al pubblico in una chiave che richiama il Varietà o il Teatro di Rivista che era il fiore all'occhiello della scena italiana fino agli anni sessanta.

Il gruppo vorrebbe far conoscere al pubblico gli artisti che ormai la televisione ha fatto dimenticare. Le trasmisisoni tv, infatti, obbligano a siparietti comici, o magici, sempre molto veloci e spesso costruiti in tempi velocissimi che non danno la possibilità ai professionisti di esprimere le loro capacità o, peggio, trasformano gli incapaci in professionisti che poi non sanno reggere la scena dal vivo.

Il MaBuKà è un progetto che vorrebbe fare un salto nel passato per gettare le basi sullo spettacolo del futuro.

Tutte le info su www.mabuka.it


Ciao Raimondo

Image778 Vianello, insieme a Corrado, sono stati i più grandi e ironici conduttori che la tv e la radio italiane abbiano mai avuto.

Ho cercato di imparare sempre molto da loro, ma per poterlo fare devi avere quello che loro avevano. Ed è qualcosa che non si può imparare.

Ho un ricordo che voglio condividere. Ero a Mediaset e incontrai Vianello negli studi. Lo salutai e mi complimentai.

"Non ho parole signor Vianello", dissi. "Non so come esprimerle la mia stima più grande. Da sempre lei e sua moglie rappresentate la più sana e divertente delle comicità."

Lui rispose: "Ah... anche mia moglie?"


Italia's Got Talent? Non questi!

Italias-Got-Talent-Giudici Sono un fan accanito di American e British Got Talent, il programma TV che cerca il talento rappresentativo di una nazione.

Ovviamente non potevo non guardare la versione italiana dello show e francamente mi piacciono l'atteggiamento di Rudy, Maria e Gerry... tutti e tre così paterni...

... ma manca il programma. Manca la cattiveria di Pierce Morgan che con la sua ironia tagliente e intelligente riesce a dire le cose come stanno e a spiazzare tutti gli altri giudici.

C'è un'aria da Corrida in tutto il programma e la mia domanda è: l'Italia non ha talenti o i talenti evitano di partecipare a uno show del genere? 

Far passare alle fasi successive un duo che canta ruttando non ha niente a che fare col talento. I ragazzi ruttanti sono simpatici, divertenti per trenta secondi, ma poi? Reggerebbero uno show teatrale di due ore?

Le versioni americana e inglese del programma cercano talenti in grado di reggere uno spettacolo a Las Vegas o a Londra e non un personaggio divertente che reggerebbe sì e no cinque minuti di televisione.

Lo show è tutta un'altra cosa.

Speriamo che alla fine qualche talento arrivi davvero... sono convinto che anche l'Italia possa averne di seri.


Quella sfiga che ci fa ridere

Avenue_q_musical Ha debuttato a Roma Avenue Q, il musical americano vincitore di tre Tony Award che racconta la vita sfigata di tutti i giorni attraverso le facce di pupazzi più o meno pelosi.

Tutto è raccontato e cantato: il precariato, il razzismo, i sentimenti, l'omosessualità, il matrimonio, l'amicizia, i sogni. Soprattutto i sogni che si allontanano sempre di più dopo ogni minuto che passa.

Un musical irriverente, ironico, amaro e divertente che ha conquistato la platea del Teatro Olimpico e che spero riesca davvero a conquistare gli italiani. Soprattutto i giovani che sono poco abituati ad andare a teatro. Perché se musical come LA BELLA E LA BESTIA fanno dormire ma rendono molto per coreografie, scene e costumi, altri come AVENUE Q (Via Della Sfiga), sanno dare emozioni senza avere né costumi e né scenografie.

Bravo Stefano Genovese che l'ha diretto e tradotto. Bravi gli interpreti. Bravi tutti ad averci creduto. Io ci credo. Ora tocca agli italiani.

P.S. I pupazzi della versione italiana sono stati disegnati da Arturo Brachetti


L'Illusionismo si festeggia a Spumante!

Illusionist Ecco, un post per parlare di me, ma solo per condividere un'esperienza che vorrei vedeste.

Da quando avevo sei anni mi occupo di illusionismo e da molto tempo cercavo di convincere il proprietario del Movieland di creare uno show su questo argomento.

Il Parco ha come Tema il mondo del cinema e dopo le uscite di The Illusionist e The Prestige, finalmente è stata presa la decisione.

Mi sono occupato della costruzione delle macchine (realizzate da Frank Cadillac), della scelta delle illusioni, della storia, della regia e di alcuni "effetti magici" inediti. Angela Lanotte ci ha messo le coreografie, Fabio Amicabile ci ha messo l'entusiasmo e il volere a tutti i costi le "macchine di Tesla" (le più grandi mai realizzate in Italia visibili al pubblico e funzionanti), oltre naturalmente a mettere a disposizione il Parco, l'investimento, e tutto lo staff tecnico. Paolo "Dump Studio" ha creato le musiche, Sinta Carini i testi.

Lo show che andrete a vedere ha convinto tutti e speriamo convinca anche la giuria di Parksmania per l'assegnazione dei premi 2009.

Mi piacerebbe però che siate voi a giudicarlo. Se vi interessa andare a vedere il Parco (si trova a Lazise, sul Lago di Garda), inviatemi una mail (info@stefano.it).

Io vorrei intanto festeggiare la riuscita dello show con tutti e con le 100 bottiglie che ho vinto in un'altra occasione: SPUMANTI A SPROPOSITO, il premio che viene assergnato dal Forum degli Spumanti a chi utilizza la parola "Spumante" fuori dal contesto. Nel mio caso durante il mio programma su Radio 24 ho iniziato l'anno dicendo: "Uno spumante 2009 a tutti", al posto di "spumeggiante". Sembrava un lapsus ma in realtà io sono un difensore accanito dell'italianità. Grazie al Forum per avermi premiato.

Brindiamo a spumante, dunque, e ci vediamo tutti al Movieland. Vi aspetto. E non sparite!


Dio al pianoforte. Allevi batte Lionello

Oreste%20lionello%20b-n Sono senza parole e, francamente, molto arrabbiato. Oggi l'Italia ha perso Oreste Lionello. Grande comico, straordinario doppiatore, incredibile mattatore. Per noi italiani è LUI Woody Allen. E' lui Albin de "Il Vizietto", è lui "Il Bagaglino".

La terza serata di San Remo si è aperta con le battute finali del film "La Leggenda del Pianista sull'Oceano" dove "Novecento", il protagonista, dice all'amico che vorrebbe salvarlo accompagnandolo fuori dalla nave che sta per essere fatta esplodere, questa frase: "...quella è la tastiera del pianoforte su cui suona Dio".

Peccato che subito dopo a suonare c'era Giovanni Allevi. Non ho parole.

Il pubblico applaude in delirio l'esibizione di Allevi come se si trattasse del più grande pianista del mondo (che ovviamente non ha idea di chi possa essere) e senza capire che cosa stesse suonando (tant'è che più volte interrommpe l'esibizione con l'applauso...).

Dopo Allevi l'ottimo Bonolis spende parole e tempo per ricordare Lionello. Del Noce non fa una piega e il poco pubblico che applaude, applaude sonnecchioso.

Io mi sarei aspettato una standing ovation. Ma questa è l'Italia delle ronde.

Addio Oreste Lionello. Ti devo la mia scoperta di Arturo Brachetti e molte risate.


Gli artisti non hanno età.

Folies Ho trascorso l'ultimo dell'anno a Le Folies Du Lac il più grande Music-Hall del sud della Francia. Ballerini, acrobati, illusionisti, tette e culi al vento, in un turbinio di suoni, musica, colori e allegria.

Il Music-Hall, il nostro Varietà di un tempo, ha un posto d'onore in Francia, così come in Inghilterra e in Germania. Noi, invece, ce lo siamo scordati. Eppure avevamo Macario, Delia Scala, Walter Chiari, Wanda Osiris, Paolo Panelli, Bice Valori, Franca Valeri, Gianni Agus, e centinaia di altri artisti straordinari che sapevano fare molto bene il loro mestiere.

Arturo Brachetti ha ripescato quel clima divertente e divertito nella sua ultima fatica, Varietà Brachetti, proprio perché chi ama il teatro ama anche "quel" tipo di teatro. Un teatro fatto di persone e di capacità. Solo quelle. Con l'aiuto di lustrini e di piume, e senza l'inganno della tv.

Il Varietà in Italia ormai è soltanto Amici, con Maria De Filippi che si destreggia fra ballerini e cantanti dove a contare è molto più la faccia e la recitazione di un ruolo piuttosto che le capacità. Tutti giovani, belli e pieni di sé. E gli altri? Dove mettiamo i quarant'enni che fanno spettacolo da oltre vent'anni? Dove mettiamo gli acrobati, gli illusionisti, i cantanti, gli equilibristi, i ballerini e tutti gli altri che hanno dato lustro al teatro di Varietà per molti anni? Li gettiamo dalla finestra?

In Italia sì.

Ma in Francia no. Il Varietà è fatto da straordinarie trapeziste quarantacinquenni, equilibristi sui cinquanta, performer sessantenni. E' fatto da artisti. Indipendentemente dall'età.

Se sei un artista e hai più di trent'anni, in Italia sei morto. Nel resto del mondo cominci a vivere.


Cocciante Vs Ortolani

Principe_2Il grande Riz Ortolani si è confrontato quest'anno con un navigato Riccardo Cocciante nella prova di scrittura di un musical che vive più o meno sulla stessa storia. Ortolani ha scritto "Il Principe Della Gioventù". La vera storia d'amore fra Giuliano de' Medici e Fioretta Gorini in una Firenze cinquecentesca in piena congiura dei Pazzi.

Cocciante invece si è dato alla tragedia Shakespeariana raccontando la trita e ritrita vicenda di Giulietta e Romeo e sconvolgendone (a torto) il finale dove Giulietta muore per un infarto (!) e facendo crollare così tutta l'emozione di una storia che per avere un senso compiuto avrebbe dovuto concludersi come il grande scrittore iglese aveva giustamente pensato.

Le storie sono simili, ma le emozioni molto diverse. Ortolani batte Cocciante in pathos, in vivacità di scrittura, nel raccontare una storia nuova. Entrambi invece cadono un po' sui testi (Panella in Romeo e Giulietta mi ha profondamente deluso, anche se lo stimo sempre moltissimo) e in entrambi il cast vede tutti professionisti e cantanti dalle doti fuori dal comune.

Ma ciò che vince, ancora una volta, è l'impatto sul cuore, e in questo senso Edoardo Luttazzi, Simone Sibillano e Graziano Galàtone hanno dato il meglio di loro, con un Simone (Gesù nella versione italiana di Jesus Christ Superstar) che ho trovato molto milgiorato e in forma perfetta.

Il 4 settembre, alla prima del muiscal di Ortolani alla Fenice di Venenzia il pubblico ha applaudito per venti minuti. Qualche sera fa al Forum di Assago il pubblico non vedeva l'ora che l'opera di Cocciante finisse. Davvero noiosa.

Una cosa però va detta. Quando Cocciante è uscito a salutare e ringraziare e ha intonato la canzone principe del musical le cose sono cambiate: un'interpretazione da pelle d'oca che mi ha lasciato di stucco, come mi ha lasciato di stucco l'intera opera di Ortolani.

Insomma. La classe non è acqua. Ortolani vs Cocciante 8 a 6.  Romeogiulietta_3


Un musical della Madonna!

NunsenseSono sempre un po' prevenuto quando si tratta di musical prodotti in Italia e in italiano, ma dopo la bellezza dell'ultimo Jesus Christ Superstar (del quale ho già parlato in questo post) direi che un po' di fiducia l'ho ripresa.

Fabrizio Angelini (il regista del Jesus Christ di cui sopra) mi ha invitato a vedere il "suo" Nunsense; versione italiana di un musical che gioca con le parole "Nonsense" e "Nun", che significa suora, e che per otto anni è stato continuativamente in scena vincendo un premio come miglior musical off-Broadway.
Ho detto "suo" perché Fabrizio ne è anche coreografo, produttore e adattatore (insieme a Gianfranco Verdoni).

Bene. Ancora una volta Fabrizio è stato bravissimo nel scegliere il cast. Lisa, Serafina, Paola, Elisa e Francesca sono ECCEZIONALI. Cantano splendidamente, recitano benissimo e si divertono un mondo, col risultato di farci divertire per due ore senza smettere un minuto.

L'adattamento italiano è perfetto, con tanti riferimenti assolutamente attuali e una traduzione delle canzoni davvero ben fatta.

Bravo Fabrizio, bravi i musicisti, brave le attrici (o performer, visto che sanno fare tutto!), eccezionale il musical che piacerà tanto anche a chi di solito durante questo genere di spettacoli si annoia.

Ancora una volta ci hai dimostrao che scegliendo il cast giusto, senza pensare a nomi televisivi famosi o agli "amici degli amici" ma preoccupandosi solo delle capacità, anche noi italiani siamo in grado di produrre spettacoli di altissimo livello senza dover investire per forza cifre da capogiro, ma ancora una volta mi rendo conto che in Italia se non hai il nome famoso di richiamo la gente va poco a teatro. E sbaglia. Ma noi siamo davvero un popolo bue che si fida solo della non cultura di certa tv.

Andatelo a vedere, non è pubblicità gratuita. NUNSENSE è davvero un peccato perderlo.