Videogiochi

Titanfall... e sogni d'oro.

Titanfall-guide-headerÈ ormai notte fonda, ma il
sonno tarda ad arrivare e se siete videogiocatori come lo sono io, a proposito
mi chiamo Matteo (piacere), potete capire che spesso e volentieri dormire
diventa frustrante quando si ha un nuovo gioco fra le mani. I pensieri
dilagano, la mente spazia per quei corridoi, quei cieli, quel campo da calcio o
dorso di Drago… I sogni e i pensieri si fondono e riposare diventa impossibile.
Cosa fare? Alzarsi ovviamente! Quindi mi sono alzato (ore 2:00) ho acceso la
mia Xbox One nuova fiammante e ho cominciato a giocare. Dopo essermi gasato di
nuovo nel pronunciare la frase al Kinect 2.0 "vai a Titanfall" e
vedere la console assecondarmi, comincio la partita. Adrenalina pura ed
emozione si impadroniscono di me e faccio una delle partite migliori di sempre.
Qualsiasi cosa si muovesse a schermo era bersaglio facile per la mia Carabina e
i nemici cadevano come mosche: esaltazione a mille! Dopo qualche minuto però
qualcosa, come un pugno nello stomaco mi trascina in uno stato di
insoddisfazione e di noia generale. Quei Titani, quelle armi stavano davvero
annoiandomi? Era forse il sonno o il gioco in se? Entrambe le cose. Insomma
parliamoci chiaro: Titanfall è il primo vero titolo esclusiva Xbox One dopo
quattro mesi di nulla assoluto e l'esaltazione del D1 mi aveva sicuramente fuso
il cervello per qualche ora di gioco, certo, ma la realtà è che non bastava.
Non bastano dei robot giganti e un po' di adrenalina per giustificare i 500€
spesi per una console "All in One", non basta per cancellare dalla
memoria le ore passate a far nulla in attesa dell'installazione dei ripetuti
aggiornamenti mensili per fixare qualche bug o "svista" dei
programmatori, non basta a colmare un vuoto di quattro mesi!!!! Ma perché tutto
questo? Voglio dire, la 360 era perfetta, funzionava tutto… certo, le prime
"esplodevano", però era tutto così intuitivo, funzionale e veloce,
era una vera console! Questa One invece è nata un pochino male e il perché è
presto detto. One è stata lanciata sul mercato una settimana prima della
diretta concorrente PS4 giocato d'anticipo. Facendo questo, Microsoft si è
quindi aggiudicata una piccola fetta di mercato composta per lo più da persone
impazienti che volevano la tanto agognata Next Gen il prima possibile. Ottima
mossa strategica, senza alcun dubbio, ma a quale prezzo. Inutile lamentarsi
però perché potevo benissimo aspettare un anno, in attesa che tutto funzionasse
a dovere e invece sono caduto nel tranello e mi sono fatto abbindolare. Per ora
non ne è valsa totalmente la pena, ma sono sicuro che le cose cambieranno e
andranno per il meglio, anche perché vedendo tutti i miglioramenti che sono
stati fatti in questi ultimi cinque mesi e il lavoro svolto su 360, la speranza
di avere presto una vera console e non un soprammobile cresce a dismisura. Con
questa ultima consapevolezza, mi rialzo dalla sedia, ripongo il pad sulla
scrivania e pronuncio: "Xbox spegni… Sì confermo". Spenta la luce
torno a dormire e a sognare, in pace.

(Matteo Campagnano)


Il potere della rete: l'informazione che non c'è.

Kent brockman Da un lato sono molto divertito, dall'altro sono allibito. In merito a un'azione di Microsoft verso le console Xbox 360 modificate, ho scritto un articolo nel mio blog dedicato ai videogiochi intitolato Un Milione di (D)Bannati: Ma Chi Ci Guadagna?, dove ipotizzavo la cifra di un milione semplicemente perché la casa di Redmond aveva dichiarato 600.000 "ban" negli Stati Uniti ai quali ho aggiunto gli ipotetici europei.

Questo dato è stato ripreso da molti siti, tant'è che Microsoft ha dovuto smentire la voce, dichirando che si tratta di un numero molto inferiore al milione e chiedendosi da dove venisse il dato scorretto.

Nel mio blog spiego chiaramente che si tratta solo di un'ipotesi, ma il titolo è stato sufficiente ad accreditare la notizia.

Il problema è che l'infromazione è troppa e spesso non cè. E la gente non legge più, non approfondisce, si basa sulle dichiarazione telegrafiche di un titolo, un sms, un "twitter" o un nessaggio su FaceBook, credendo con quello di conoscere la notizia intera.

Ecco. Questa è l'informazione che non c'è. Io sono un "fan" dei titoli: ma non mi fermo mai all'apparenza. E spesso trovo molte sorprese. Provateci anche voi.


Al cinema in 3D e i videogiochi seguono a ruota

L_65329 Quando negli Stati Uniti, negli anni '50, la televisione spopolò imbesuendo tutti, il cinema entrò in crisi. La gente preferiva starsene a casa a vedere un quiz, piuttosto che pagare un biglietto per godersi una storia.

Così si cercarono modi per rendere il cinema più interessante e uno di questi modi era la possibilità di dare profondità alle immagini rendendo i film tridimensionali.

Bastavano un paio di occhialini con lenti rosse e blu per permettere a ogni occhio di vedere un'immagine distinta e unica: quella destra per l'occhio destro e quella sinistra per l'occhio sinistro. Il cervello poi avrebbe pensato a ricostruirne la profondità.

Girare un film in quel modo, però, era molto costoso perché le riprese richiedevano l'utilizzo di due cineprese distinte e la stampa della pellicola raddoppiava perché a ogni sala bisognava consegnare due bobine: una per l'occhio destro e una per l'occhio sinistro. Servivano ovviamente anche due proiettori e la grande difficoltà per le sale era anche dovuta al fatto che quando una delle pellicole si rovinava (per esempio si bruciava qualche fotogramma), era assolutamente necessario eliminare anche dall'altra pellicola lo stesso numero di fotogrammi, altrimenti le due immagini sovrapposte sarebbero state diverse. Un gran casino, insomma.

Per non parlare poi del fastidio per gli occhi, perché l'occhio con la lente rossa sforza molto di più dell'altro provocando l'immancabile mal di testa.

Fu comunque un successo solo per qualche mese e poi il cinema 3D venne abbandonato.

La scienza però venne in aiuto e alle lenti rosse/blu vennero sostituite quelle polarizzate. In pratica ogni occhio si ritrovava davanti una lente trasparente capace pereò di far filtrare solo l'immagine polarizzata in un certo modo. Così l'occhio destro avrebbe visto un'immagine differenta da quello sinistro, esattamente come accadeva con il primo sistema, con la differenza però di evitare l'effetto mal di testa.

Anche in questo caso doppie cineprese e doppi proiettori. un bel costo!

Poi è arrivato il cinema digitale. Basta una ripresa fatta con determinate tecnologie e sarà il computer poi a generare le due immagini distinte. Cambia anche la tecnologia per guardarli e che si è trasformata in "attiva" (quella di prima è denominata "passiva") perché gli occhiali elettronici in ogni lente nascondono un vetro con cristalli liquidi capace di oscurarsi 70 volte al secondo in sincronia con le immagini proiettate. Il risultato è una visione della tridimensionalità perfetta che non stanca la vista.

Nvidia porta sui nostri PC questa tecnologia attiva e, se non volete fare la spesa (il kit comprende anche un monitor capace di generare immagini a 120Hz), potete provare quella passiva trasformando i vecchi giochi in titoli dalle immagini rosse e blu.

Bastano una scheda Nvidia dalla 8000 in poi e i nuovi driver per provare questa emozione e ritornare a giocare a vecchi titoli in modo completamente nuovo perché sarà proprio il processore grafico a generare le due immagini separate.

Anche i videogiochi, dunque, come il cinema, stanno cercando di rendersi sempre più accattivanti per portare la gente ad appassionarsi, a uscire, a vivere le emozioni in modo più intenso. E a far girare l'economia.

Ma in questa corsa tecnologica a perdere sono le emozioni vere. Le storie appassionanti, i titoli (di film e videogiochi) capaci di farci sognare.

Quando le due cose si incontreranno avremmo la perfezione.

Il cinema ci è già riuscito con titoli come Wally.E e UP! Ma i videogiochi?


L'Illusionismo si festeggia a Spumante!

Illusionist Ecco, un post per parlare di me, ma solo per condividere un'esperienza che vorrei vedeste.

Da quando avevo sei anni mi occupo di illusionismo e da molto tempo cercavo di convincere il proprietario del Movieland di creare uno show su questo argomento.

Il Parco ha come Tema il mondo del cinema e dopo le uscite di The Illusionist e The Prestige, finalmente è stata presa la decisione.

Mi sono occupato della costruzione delle macchine (realizzate da Frank Cadillac), della scelta delle illusioni, della storia, della regia e di alcuni "effetti magici" inediti. Angela Lanotte ci ha messo le coreografie, Fabio Amicabile ci ha messo l'entusiasmo e il volere a tutti i costi le "macchine di Tesla" (le più grandi mai realizzate in Italia visibili al pubblico e funzionanti), oltre naturalmente a mettere a disposizione il Parco, l'investimento, e tutto lo staff tecnico. Paolo "Dump Studio" ha creato le musiche, Sinta Carini i testi.

Lo show che andrete a vedere ha convinto tutti e speriamo convinca anche la giuria di Parksmania per l'assegnazione dei premi 2009.

Mi piacerebbe però che siate voi a giudicarlo. Se vi interessa andare a vedere il Parco (si trova a Lazise, sul Lago di Garda), inviatemi una mail (info@stefano.it).

Io vorrei intanto festeggiare la riuscita dello show con tutti e con le 100 bottiglie che ho vinto in un'altra occasione: SPUMANTI A SPROPOSITO, il premio che viene assergnato dal Forum degli Spumanti a chi utilizza la parola "Spumante" fuori dal contesto. Nel mio caso durante il mio programma su Radio 24 ho iniziato l'anno dicendo: "Uno spumante 2009 a tutti", al posto di "spumeggiante". Sembrava un lapsus ma in realtà io sono un difensore accanito dell'italianità. Grazie al Forum per avermi premiato.

Brindiamo a spumante, dunque, e ci vediamo tutti al Movieland. Vi aspetto. E non sparite!


Nasce VIDEOLUDICO, il blog sulla cultura del videogioco

Headbg4Finalmente nasce il blog che ho sempre desiderato. Grazie al contributo del prestigioso circuito di blog di professionisti Blogosfere, è online videogiochi.blogosfere.it

Questo blog è l’evoluzione naturale di un’attività nel mondo dei videogiochi che ha sempre considerato l’aspetto culturale ed educativo di questo mercato piuttosto che quello prettamente tecnologico ed economico.

Cercherò attraverso i post di raccontare il perché un videogame possa essere interessante sotto molti aspetti per cercare di accompagnare il pubblico dei non giocatori a trovare spunti diversi per potersi appassionare e mostrare al pubblico di appassionati come sia possibile criticare un gioco da un punto di vista diverso dai tecnicismi.

Un blog dove la tecnologia è vista come uno strumento utile allo sviluppo e non come limite alla propria creatività.

Un blog aperto alle discussioni. Soprattutto a quelle dei lettori.


Coi videogiochi impari a uccidere

Brunovespa Ieri sera capito su una puntata di "Porta a Porta" che aveva come argomento la prostituzione e le sue problematiche. Fra gli ospiti c'era ovviamente anche il sindaco di Padova, Flavio Zanonato, un sindaco illuminato che, dopo aver fatto parlare di sé per aver creato un registro per le coppie di fatto anche omosessuali, ora è tornato alla ribalta delle cronache per aver emesso un'ordinanza che permette di multare i clienti delle prostitute affiché si possa arginare il problema delle lunghe code di automobili che si formato lungo determinati punti della città.

Dormivo con la tv accesa e quindi non ho ascoltato bene il dibattito, ma mi sono svegliato quando alla fine della puntata, non so per quale motivo, qualcuno che pensavo fosse il sindaco in questione (ma pare invece fosse Riccardo Schicchi... stavo proprio dormendo) ha detto: "I ragazzi imparano a uccidere giocando con la Playstation". Poi, grazie al cielo, ha ridetto la frase sostituendo però alla parola "Playstation" la parola "Xbox". Molto meglio!

Sono venticinque anni che mi occupo di videogiochi e il mio sforzo è sempre stato quello di far capire come un videogioco possa essere considerato una forma d'arte, al pari di un film, di un quadro, di un libro o di una composizione.

Non sono le battaglie combattute su una console a insegnare ai ragazzi a uccidere, perché da che mondo è mondo TUTTI I BAMBINI hanno sempre giocato alla guerra, sparandosi a vicenda con fucili farlocchi o tirandosi i bussolotti di carta lanciati da una cerbottana. Ci avrà giocato anche Bruno Vespa, eppure non si è trasformato in un omicida guerrafondaio.

Quello del combattimento è un istinto innato in ogni bambino, e giocare alla guerra fa parte della sua crescita personale, del suo percorso evolutivo.

Oggi, semplicemente, l'elettronica ha sostituito in parte i soldatini di piombo e le mitiche Oklaoma ad aria compressa, ma la sostanza resta la stessa.

Smettiamola di demonizzare i videogiochi, come se la colpa dell'indifferenza e dello scarsissimo senso civico che aleggia nell'aria fosse da ricercarsi in una serie di pixel sullo schermo e domandiamoci invece se non sia il caso di mostrare un po' di buon senso e di rispetto del prossimo, a cominciare dai Talk Show.

 


La cultura dei videogiochi

Gallarini82_2Molti sanno che i videogiochi sono sempre stati una mia grande passione, ma forse non tutti sanno che mi sono sempre battuto perché potessero essere considerati culturalmente interessanti, al pari di un libro, di un film o di una canzone.

Sul numero di gennaio di Tim, Trade Interactive Multimedia, una rivista dedicata a chi si occupa di videogiochi da un punto di vista commerciale, è stato pubblicato un articolo che vorrei leggeste e che magari, chissà, vi potrebbe anche trovare d'accordo.

Lo potote scaricare cliccando qui.

Buon divertimento!


Sei depresso? Videogioca!

Dls_estate_largeIl caldo di questi giorni, le vacanze miraggio, il riposo che tarda ad arrivare... tutto ci rende più nervosi e basta poco per farci accendere come un cerino. A tutto questo, però, c'è un rimedio efficacissimo: il videogioco.

Sono convinto che immergersi nelle atmosere virtuali di un mondo che non esiste ci possa aiutare a distrarci e a rilassarci, dandoci la possibilità di riprendere la nostra vita quotidiana con molta più energia ed entusiasmo.

Perché non vi leggete l'articolo che è stato pubblicato su Digital Life Style? Potreste scoprire un nuovo modo per rilassare il cervello ed evitare il Prozac!

Download Virtual_Travel.pdf


Heroes of Might & Magic e Paradise: i volti delle avventure virtuali

Ecco le recensioni di due videogiochi molto diversi ma che hanno in comune un aspetto: quello di vivere una realtà diversa dalla propria.

Heroestitle_1 Il quinto episodio di Heroes of Might & Magic vede come protagonista la grafica tridimensionale che dà nuova vita a questo gioco di ruolo a turni. Piacerà molto agli appassionati.

Ascolta la recensione qui  Heroes2_1

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Paradisetitle_1Paradise è invece un'avventura "punta e clicca" disegnata dal fumettista francese Benoit Sokal ambientata nel cuore dell'Africa.

Belle le atmosfere, curati i dialoghi, un po' noiosa per la mancanza di un sistema che possa muovere velocemente la protagonista nelle varie stanze senza doversi sorbire tutta la camminata ogni volta.

Ascolta la recensione qui

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