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febbraio 2007

Cuore di padre

6Si chiamavano Elisa, Paolo, Riccardo, Filippo, Marco, Giorgio, Antonio, Crsitian e Massimiliano, ed erano tutti giovanissimi.

Sono morti la notte di sabato in due orribili incidenti d'auto. Sono morti in un momento in cui la morte era l'ultimo dei loro pensieri.

Mentre leggevo il giornale sono scoppiato a piangere, forse perché, arrivato ad avere oltre quarant'anni, ho provato per un istante quello che può provare un padre quando vedere perduto per sempre il proprio figlio. Perché la maggior parte di loro avrebbe potuto essere mio figlio e quelli più grandi hanno l'età di alcuni fra i miei migliori amici.

Così mi sono tornate in mente le parole di una straordinaria canzone di Lenine, un compositore brasiliano che Fiorella Mannoia ha ripreso nel suo ultimo album "Onda Tropicale".

La canzone si intitola Vivo! e vorrei che l'ascoltaste, la leggeste e la faceste un po' vostra perché, davvero, malgrado la perfezione sia lontata da ognuno di noi, il fatto di essere vivi resta comunque la cosa più importante che abbiamo. La cosa per cui vale lottare ogni giorno.

La puoi ascoltare cliccando qui

Il testo che segue è la traduzione metrica in italiano, così da poter essere cantata.

Precario, provvisorio, dispersivo

Erroneo, transitorio, transitivo

Effimero, fugace e passeggero

Ecco qui un vivo

Ecco qui un vivo

Impuro, imperfetto, impermanente

Incerto, incompleto, incostante

Instabile, variabile, emotivo

Ecco qui un vivo

Ecco qui…

E affrontando

Il traffico del traffico equivoco

Il tossico del transito nocivo

La droga è l’indigesto digestivo

Il male che minaccia il corpo vivo

La mente, il mal dell’ente collettivo

Il sangue mal del sieropositivo

E affrontando queste realtà

Il vivo afferma, affermo, affermativo

Quel che vale davvero è restar vivo

Sospeso, non perfetto, non completo

Non soddisfatto mai, né mai contento

Così incompiuto e non definitivo

Ecco qui un vivo

Eccomi


Democrazia? Nei sogni di chi è muto.

Free_kareem_amerDopo un processo farsa duranto 5 minuti, Karim Amer, un 22enne egiziano che si è permesso di criticare sul suo blog gli integralisti islamici che avevano costretto le sorelle a indossare il velo, è stato condannato a 4 anni di carcere.

Nel mio post precedente ho criticato le parole del Papa. Alcune precise parole che parlano di "Lobby" dove invece bisognerebbe parlare di umanità. Per questo sono stato molto criticato, perché il Papa non si tocca. Come gli integralisti. Non ci è permesso di riflettere.

Mi ha colpito molto un commento a quel post e, in particolare, mi ha colpito questa frase: "la maggioranza degli italiani non la pensa come voi, e finché siamo tutti in democrazia o emigrate tutti in Spagna oppure rispettate il volere del popolo.".

Ma "Voi" chi, scusa? Quelli che lottano per la dignità degli esseri viventi? Io rispetto il volere di chiunque, ma questo non mi impedisce né di parlare, né di avere considerazione anche di chi non ha la voce così grossa. Perché sai, purtroppo, oggi in democrazia vince solo chi grida più forte e questo significa che i muti non possono mai avere ragione.


Caro Papa... m'hai scocciato!

PapaCaro Papa, ti chiedo BASTA.

Basta con questa costante litania contro le unioni civli che, al contrario di quello che dici, non minacciano affatto la famiglia e non intendono farlo.

Basta con questi attacchi costanti e razzisti contro le persone che liberamente hanno deciso di occuparsi di qualcuno con AMORE senza per questo dover per forza essere sposati o di sesso opposto. Hai mai pensato, caro Ratzinger, che a sett'antanni, per esempio, una donna può decidere di convivere con un'altra donna semplicemente perché, rimaste vedove entrambe, hanno il desiderio di accudirsi a vicenda prima della loro morte? Non hai mai pensato che in molti casi la sessualità non centra nulla e che la convivenza è un modo per molti per affrontare altrimenti un futuro di sicura solitudine? Caro Papa. Tu non pensi e discrimini.

Dici che esistono «pressioni di lobby capaci di incidere sui processi legislativi»... ma io onestamente ritengo che la Chiesa sia una lobby fin dal concordato... e anche da prima.

Dici inoltre che «Divorzi e unioni libere sono in aumento e l'adulterio è guardato con ingiustificabile tolleranza», ma a me pare che a essere tollerante è la Chiesa nei confronti dei casi di pedofilia che spesso coinvolgono anche individui legati al mondo clericale.

Infine, caro Papa, dici che: "Solo sulla roccia dell'amore coniugale, fedele e stabile si può edificare una comunità degna dell'essere umano". Con queste parole tu ritieni "non degne" tutte quelle persone, anche legate alla chiesa, che AMANO indiscriminatamente e indipendentemente dal matrimonio considerando così il loro Amore un Amore di serie B.

Per me, caro Papa, questo è vero razzismo. L'Amore, caro Ratzinger, non ha confini e tu dovresti essere il primo a saperlo.


Umiltà brasiliana

RonaldoRonaldo, appena entrato nel Milan, ha fatto una dichiarazione che ho molto apprezzato. Un grande del calcio come lui ha detto: "da questo gruppo ho molto da imparare".

Bravo Ronaldo. Anche uno che sa giocare come te sa che da un gruppo c'è sempre da imparare e che chi è agli inizi di un'attività dovrebbe saper imparare dagli altri. Imparare a capire che bisogna dare considerazone a chi ha più esperienza, a chi onestamente ha le carte in regola per dare dei consigli.

Mi rendo conto invece che il successo è di chi si sa vendere bene pur valendo poco, perché l'Italia è ancora, purtoppo, il Paese delle apparenze e non dei contenuti.

Lo dimostra certa spazzatura che vediamo in tv, molte inesattezze che leggiamo sui giornali, le fandonie che ascoltiamo alla radio, i "senza preparazione" che vediamo a teatro, gli pseudoattori che dobbiamo subire al cinema, l'inegerenza della chiesa sui fatti della vita sociale che ormai è evoluta e va difesa (l'ha capito anche un settantenne cattolico come Pippo Baudo), la politica che è contornata da molti improvvisati.

L'Italia dei Valori non è quella che auspica Di Pietro, ma quella firmata, modaiola e sotto la lente d'ingradimento dei media che ormai ci hanno insegnato che la professionalità è una dote che sarebbe meglio non avere.