Parole, parole, parole... inglesi!
Donne poco solidali

Ragioniamo con la testa, non con i piedi.

11507gabrielewideHo chiaramente un'opinione sulla tragica e ingiustificata morte di Gabriele Sandri, il ragazzo ucciso da un poliziotto dopo una baruffa scoppiata in Autogrill fra Ultras Laziali e Juventini, ma più delle mie parole valgono quelle di Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi di cui vi ho già parlato e che vi invito a leggere.

Ecco le parole che mi trovano assolutamente d'accordo:

Mercoledì, 14 Novembre 2007
Lettera alla famiglia di Gabriele Sandri

Mi chiamo Patrizia Moretti, sono la mamma di Aldro.Il 25 settembre 2005 mio figlio Federico di 18 anni moriva a Ferrara sotto i calci e le manganellate di quattro agenti di polizia mentre invocava aiuto.Mi rivolgo alla famiglia di Gabriele Sandri.Voglio esprimere il dolore mio e di mio marito per la perdita del loro figlio Gabriele.

Voglio dire loro che so, purtroppo, cosa stanno provando in questo momento e che cosa proveranno in futuro.

Dalla perdita del proprio figlio è impossibile, io credo, riprendersi, e sempre difficile è dominare la rabbia che diventa, insieme al dolore, costante e invadente compagna di vita.

Voglio rivolgermi però soprattutto a tutti gli amici di Gabriele e a tutti i ragazzi che sono rimasti colpiti dalla sua morte.

In questi due anni di vita trascorsa senza più Federico ho incontrato tanti, tanti ragazzi nei centri sociali, nei palazzetti dello sport e negli stadi. Ci hanno scaldato il cuore perché ci hanno impedito di sentirci da soli, io e Lino, nella nostra battaglia per la verità e nel nostro dolore.

Li consideriamo tutti amici di Federico e della sua memoria.

Il loro atteggiamento civile, discreto e composto di pubblica partecipazione è stato determinante, insieme a tanti altri eventi, a mettere sempre più in grave imbarazzo coloro che volevano nascondere la verità ed infangare la sua memoria.

Amici di Gabriele! fate come loro! non date spazio alla violenza neppure verbale e isolate coloro che, con i loro comportamenti criminali, consentono di far passare in secondo piano la tragedia di Gabriele in favore del “danneggiamento dei cassonetti dell’immondizia”.

Vi prego, rispettate la famiglia e Gabriele, che ha bisogno di voi, della vostra schietta e calda umanità. Solo questo potrà aiutarli ad ottenere giustizia e verità.

Fate come quei tifosi della Fortitudo Basket di Bologna e dell’Avellino, che durante la partita si sono presentati tutti insieme con una maglietta che chiedeva giustizia e verità per Federico. Fate come loro che quando gli è stato imposto dalle forze dell’ordine, in modo tanto insensato quanto immotivato di rovesciarla, uno per uno, per nasconderne il messaggio, essi tutti hanno civilmente ubbidito.

A tutti questi ragazzi io voglio bene, e auguro a Gabriele e la sua famiglia che ciò accada anche per loro, perché quanto purtroppo si è visto nei telegiornali io credo che uccida due volte Gabriele Sandri.

Con profondo affetto e partecipazione

Patrizia Moretti

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emisferodestro

IL PIANTO DELL’INNOCENZA

Nel nord Europa lo sport è vissuto come tale, al contrario dell’Italia dove oramai si è giunti ad uno stato di completa follia. Il rugby per antonomasia è la figura più rappresentativa per eccellenza di lealtà, dovrebbe esserlo anche il giuoco del calcio.
Personalmente amo molto lo sport, di qualunque natura esso sia, anche se la mia preferenza è rivolta al nuoto e come specialità appartengo alla categoria del tuffatore. A parte la mia professione e la passione per la scrittura, nel tempo libero mi diletto ad insegnare ai bambini l’audacia del tuffo nella bellezza di questa attività motoria e ludica che porta l’uomo ad essere in perfetta simbiosi con la natura e nello specifico con l’acqua. Ebbene, è proprio dai fanciulli che ho compreso quanto drammatica sia la situazione in Italia. Domenica allo stadio di Bergamo dove si stava disputando la gara tra l’Atalanta e il Milan, così come in tanti stadi italiani è scoppiato l’inferno. Ma questa non è una novità, anzi sta diventando una paradossale abitudine. Quello che di nuovo mi ha lasciato attonito è stato qualcosa che mai avevo visto. Le telecamere che inquadravano il pianto dei bambini, letteralmente terrorizzati da quanto di assurdo stava accadendo. E non bastava l’imbarazzata rassicurazione dei genitori, perché i fanciulli sapevano bene che tutta quella idiozia di scenario non apparteneva a quel mondo di ludus che non dovrebbe conoscere età. Per la prima volta in vita mia ho assistito al dramma psicologico che vive un fanciullo davanti al delirio della violenza nel mondo dello sport. Ma in fondo, di quale sport si parla, quando esso diventa un palese pretesto per dare sfogo ad azioni di terrorismo puro. La morte di Gabriele Sandri è stata usata come scusante per liberare quel perverso desiderio di devastazione che dimora perenne in determinati individui che nulla hanno a che vedere con lo sport.
Credo che l’errore etico sociale che sta attraversando questa nazione già logorata dalla politica non si debba non si possa associare al malcontento comune nel quale i giovani sono smarriti, bensì alla totale mancanza di educazione e giustizia di un certo bastardume di persone che si recano negli stadi per colmare il vuoto cosmico celato nelle proprie esistenze.
Nelle lacrime di quei bambini, nel pianto dell’innocenza, si legge il fallimento di un popolo, il fallimento di uno stato, il fallimento di uno sport. Necessario citare anche i mass media che hanno saputo strumentalizzare la notizia di Gabriele, aggravando ulteriormente una situazione già drammatica in partenza.
Attualmente non esiste nessuna concreta voglia di cambiare e questo lo si vede soprattutto dalla preoccupante realtà che vede anteporre gli interessi della cosiddetta macchina del calcio all’inestimabile valore della vita di un essere umano.
Toccanti e pregne di saggezza le parole di Patrizia Moretti alle quali però accosterei quelle di Marisa Grasso moglie di Filippo Raciti. Inoltre, recito una preghiera che idealmente invio alla famiglia Sandri affinché la scomparsa del loro giovane caro non sia mai una vox clamantis in deserto, voce di chi grida nel deserto.

Om mani padme hum. Salve o gioiello nel fiore di loto.

emisferodestro


BIANCOLEONE

Abbraccio il pensiero di Patrizia Moretti e desidero dedicare a Gabriele una mia lirica alla quale sono profondamente legato.
Comprendo perfettamente il dolore della famiglia Sandri, in quanto conosco la drammaticità della scomparsa di un proprio caro in giovane età.

L’ANGELO DELLA NEVE

Versa di ghiaccia presenza
la neve che inganna la pioggia
muta parventi paesaggi
silente d’effetto a svanire

e poi distende
supremo d’altere vesti
le ali sbadate al tormento
che l’ampia schiena ha reciso

di labbra s’asciuga la luce
latente di spazio che ignora
l’Aurora dipinta al mattino
che invade e disprezza il destino

immerso nel cielo al contrario
che pare specchiarsi all’ignoto
la coltre del bianco a dormire
rivela nel canto parola

l’incline postura del volto
soffusa passione allo sguardo
negli occhi che impregni al cadere
si sciolgono in temi a rugiada

raccolto nel lauto candore
leggiadro di un vento a tremare
riflesso nel tempo riposa
l’Angelo della nevE

BIANCOLEONE

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