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Le primarie del Circo Massimo

L'ignoranza del NO!

PresidentenapolitanoNoi Italiani siamo fatti così: diciamo "no" a qualunque cosa senza sapere a cosa la stiamo dicendo ma lasciandoci guidare dalle decisioni degli altri, perché lo Stato ha sempre torto per definizione.

La disinformazione è la base della nostra cultura, e così non andiamo avanti di un millimetro. Siamo un popolo provinciale sotto ogni punto di vista. L'unica cosa che ci interessa davvero è mantenere ciò che abbiamo. Per noi è sempre meglio l'uovo oggi. Le galline le lasciamo a chi verrà dopo la nostra morte.

Questa mentalità è così radicata che anche Napolitano ha dovuto dire che contestare per il gusto di contestare non è un modo per crescere. E in effetti non lo è.

Non sappiamo mai guardare le cose da un altro punto di vista.

Il ministro leghista Zaia ha annuciato che il governo comprerà 200 mila forme di formaggio per darle agli italiani indigenti e l'annuncio, ovviamente, ha scatenato le polemiche.

Durante il programma La Zanzara in onda su Radio 24, però, un ascoltatore ha telefonato per raccontare il suo punto di vista, e la voglia di fare polemica ha lasciato posto alla riflessione.

Commenti

Monos

Dunque, no. L'italiano medio (ma penso anche il francese medio, lo spagnolo medio) ha bisogno di dire la sua, di protestare, far vedere che c'è. Spesso è disinformato, ma il più delle volte non ha la possibilità di farsi un quadro preciso delle cose perchè la nostra cultura dell'informazione è carente, per essere buoni. Sappiamo davvero quali problemi può nascondere la TAV? Sappiamo davvero tutto sulla base americana a Vicenza? Questo per citare due tra i casi più discussi (e non voglio dire che sono pro o contro le due opere). Parliamno della scuola? Io personalmente credo che la riforma in discussione sia ridicola perchè puramente contabile, ma chissà, forse mi sbaglio. Comunque, caro Toti, mi guarderei bene dal dire che chi protesta è un bifolco. Chi protesta il più delle volte ha un motivo, e non è detto che vada a sfasciare tutto. Eviterei di fare di tutta l'erba un fascio. Ho visto proteste civili, ho visto gente arrabbiata con molta dignità. E spesso aveva un buon motivo per essere arrabbiata. Penso che protestare e scendere in piazza sia un diritto inviolabile, perchè come alternativa c'è l'appiattimento totale, il silenzio di fronte a ciò che non possiamo governare. Credo che la forza delle idee debba avere i suoi spazi, e la piazza è uno di questi. Lo è sempre stato e lo sarà sempre, con buona pace di chi non la vuole.
Un'ultima cosa sulle forme di formaggio. Stefano, lo sai: è demagogia totale!

Toti!

..e guarda caso quelli che sono sempre in piazza a manifestare con le bandierine colorate sono quelli che sfasciano e creano disordini. Alla faccia dell'ignoranza, questi son bifolchi.

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