La lampada magica di Pixar
Gli artisti non hanno età.

Cocaina di fine anno. Fine di tutto.

COCAINA Ucciso fuori dal De Sade a Milano, precipitati, e morti, dal cavalcavia, investito dal tassista... tre episodi accaduti nell'arco di una giornata che hanno un solo denominatore comune: la cocaina.

Quando avevo 16 anni frequentavo due compagnie: quella dell'oratorio (con alcuni amici che si facevano le canne) e quella dei "grandi" (con alcuni amici che sniffavano la cocaina), eppure io non ho mai provato né una, né l'altra. Erano gli anni '80.

A distanza di vent'anni sapete cos'è cambiato? L'atteggiamento di chi ne fa uso e di chi la spaccia.

I membri delle mie due compagnie non si sarebbero mai azzardati a propormi di provare l'una o l'altra cosa: ero troppo piccolo. Così non ho mai visto nessuno fumarsi una canna (lo facevano di nascosto da me) né tantomeno nessuno farsi una striscia di cocaina. Anzi, ricordo perfettamente un fatto strano.

Ogni volta che ci si ritrovava a casa dei miei amici più "grandi" (avevano una ventina d'anni, e io quattro di meno) c'era spesso un momento in cui mi chiedevano di preparare il tè. Io, felice di rendermi utile, sgattaiolavo in cucina a metter su il pentolino e a preparar le tazzine. La cosa buffa è che uno di loro veniva sempre a controllare il mio operato. Che rabbia! Non si fidavano delle mie capacità!

Macché. Solo molti anni dopo ho capito: alcuni di loro stavano sniffando e, con la scusa del tè, mi tenevano alla larga. E io non ho mai visto. E non ho mai provato.

Ecco cos'è cambiato. Io sono grato a quegli amici perché hanno avuto il buon senso di non invitarmi mai a quel tipo di festa e a non mostrarmi mai quel tipo di "sballo".

Sono passati vent'anni e il vizio è rimasto tale e quale, quello che ormai manca è proprio il buon senso.

Commenti

Sidney

Ciao Stefano.
Venerdi scorso una ragazza di 20 anni è stata trovata morta nel letto dal padre.
Apaprentemente sembrava morte naturale, lei tranquilla, frequentava le nostre serate rock, una ragazza senza fronzoli, semplice e sempre allegra.
Poi la scoperta di un mix di C e E in camera sua ha aperto gli occhi alla gente.
Non capsico come si faccia ad affrontare un giorno nuovo al mattino, sapendo che alla sera si corre il brivido di lasciarci la pelle per qualche ora di evasione da un mondo che basta volerlo e ti da sempre un motivo per sorridere.
Probabilmente è solo un'illusione che la vita sia davvero una, da vivere.

Marcello

Non so se fosse questione di buon senso o di taccagneria. 20 anni fa una striscia di coca costava un sacco di soldi e, immagino, tu da sedicenne probabilmente non avresti potuto permettertene... ;)

Anche io con canne e affini sono entrato in contatto una ventina di anni fa, alle superiori (era il 1992/3).
E non c'era nessuna preoccupazione nel farne uso in "pubblico" (ok, più che in pubblico, diciamo in "compagnia"). Di canne me ne sono state offerte in continuazione e, avendo sempre declinato, sono sempre stato (bonariamente) preso in giro.

Con le sostante più pesanti la cosa era più discreta, anche perchè spesso il consumo di quel tipo di sostanze è meno "socializzante" e quindi anche l'assunzione avviene in maniera più intima.

Anche in ambiti come i centri sociali dove l'uso di droghe è molto più tranquillo è normale girare con una canna in mano, ma le altre sostanze rimangono in un ambito più ritirato.

Per quanto ho potuto vedere da 17 anni a questa parte quest'aspetto del problema non è cambiato molto.

M

ZioMario

BUON ANNO!!!!!!!!!!!!!!

Luca Ferrario

Ciao Stefano condivido in pieno le tue riflessioni, è sempre stato un classico quello degli anziani di esclamare "ai miei tempi non era così" in riferimento ai giovani di oggi.
Purtroppo ho come l'impressione che si sia passato il limite, la droga sembra quasi di uso comune e sembra entrare nella normalità.
Ti seguo dai tempi di tgm e di USA Today e devo dire che allora risparmiavo i soldi per andare a giocare al bar a Street Fighter 2 oppure per comprare tgm... non sicuramente per droghe o robe simili.

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