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maggio 2009

Franceschini a lezione da Silvio

Lapr_11927094_26470 Bhe, devo ammettere che Franceschini ha imparato bene dal Premier. Forse l'ha superato.

Dopo aver fatto questa dichiarazione: «Non c'è dubbio che Berlusconi sia un imprenditore e un politico di successo, ricco, furbo e potente. Ma alle italiane e agli italiani vorrei rivolgere una semplice domanda: fareste educare i vostri figli da quest'uomo? Chi guida un Paese ha il dovere di dare il buon esempio, di trasmettere valori positivi», Franceschini si è beccato le ire, leggitime, dei figli di Berlusconi che hanno pienamente difeso il padre.

Oggi il "leader" del PD non so come abbia fatto a ritrattare, asserendo che la sua domanda non aveva nulla a che fare con la famiglia, ma con la politica, cercando stupidamente di tornare sui suoi passi.

Caro Dario, perdonami, ma proprio la motivazione che ti scagionerebbe non regge da nessun punto di vista. La domanda era chiarissima ed era traducibile così: "FARESTE EDUCARE I VOSTRI FIGLI DA UN UOMO DI SUCCESSO, RICCO, FURBO E POTENTE?".

Immagino che la stragrande maggioranza degli italiani abbia voglia di rispondere SI', LO VOGLIO. Così come la stragrande maggioranza degli italiani voterà ancora una volta Silvio e così come la stragrande maggioranza della "sinistra" italiana  continuerà a soccombere.

Vorrei un'opposizione. L'Italia ne ha bisogno. Ma la vostra non regge. Non c'è. A quando un'alternativa intelligente della quale possiamo fidarci? Visto che hai imparato a ritrattare anche tu?


FaceBook: sono arrivati i nemici.

Icon_facebook E' incredibile. Parli di politica, di sociale, di morti, di eroi, di eventi, di eccellenze, e nessuno ti caga. Parli di FaceBook e viene giù il mondo.

Era il novembre 2008 quando, in tempi non sospetti e con FaceBook in piena esplosione (dopo la caduta di MySpace), scrissi un post intitolato FaceBook:FakeBook!.

Venni criticato e attaccato con un accanimento che non mi sarei mai aspettato. E questo mi fece spaventare perché avevo intuito che il fenomeno stava sfuggendo di mano anche a chi lo stava utilizzando con intelligenza.

Ora nascono i movimenti "contro FaceBook" (leggi l'articolo). Scaparro, Nicola Savino (che ha ripreso una mia battuta scritta nel blog), Chiara Gamberale, Daria Bignardi... tutti inorriditi e infastiditi dalla povertà che ormai ha acquistato il significato della parola "amicizia".

Io ho attaccato l'utilizzo idiota di FaceBook perché mi sono accorto di colleghi che quando si incontrano non si salutano nemmeno, ma che su FaceBook sono "amici" per la pelle, o amici che piuttosto di farti una telefonata ti chiedono "come stai" sul social network, o che se la prendono se qualcun altro non "osa" accettare la loro amicizia. Una trsistezza, insomma. Qualcosa che riduce il senso di amicizia in un'inutile serie di smancerie virtuali che non hanno nulla a che vedere con il sentimento, e il valore, dell'amicizia. Io non ho mai criticato il Social Network in sé, ci mancherebbe, ma chi, piuttosto, attraverso questo mezzo, nasconde la propria falsità, invidia, e voglia di protagonismo celata da falsa umiltà.

Chiaro che non sono tutti così, vorrei ben sperare, ma la satira è fatta di questo. Si prendono in giro gli stereotipi, gli invasati, gli eccessi, e per questo nascono realtà come FessBuc e compagnia bella, ma questo non significa affatto che chi utilizza un Social Network sia fesso.

Nella mia vita ho rinunciato a molte cose per non essermi voluto adeguare agli altri. Ho lasciato un posto di lavoro perché non volevo "farmi le canne", e questo mi ha tagliato fuori. Mi hanno tagliato fuori molti amici perché non ho mai voluto sniffare cocaina e ho lasciato il giro delle feste nelle quali andavo a cantare e a suonare perché mi chiedevano le puttane e non ne ho mai avute.

Ora se non sei iscritto a FaceBook ti guardano come un alieno.

Io ne posso fare tranquillamente a meno e se questo mi rende un "tagliato fuori", va bene così.


Fessi? Non "quelli" di FESSBUC

FessBuc La rete ha due facce; quella da culo di chi crede di alimentare i propri rapporti e le proprie relazioni interpersonali attraverso FaceBook e simili, e quella tosta di chi la utilizza per mostrare la propria creatività.

Arturo Di Tullio, Giorgio Centa­more, Alessandro Coscia e Davi­de Crestanti hanno ideato FessBuc, una sit-com proposta su YouTube che in pochissime ore è riuscita a traformarsi in un fenomeno fra i video più visti della rete.

Creativi strampalati, manager zerbini, ragazze-veline e segretarie tuttofare alle prese con un mondo di inebetiti internauti che sognano un po' di popolarità attraverso le "amicizie" dei social network.

Bravo Arturo, strepitoso Toni Rucco, bravissimi Beppe e Ciccio. E tutti gli altri.

Bravi e non fessi.